La Mirada de JokinBullying · Problemática adolescente
 PORTADA
News
 ÚLTIMA HORA | el menor digital | INFANCIAepJUVENTUD
martes, 21 de noviembre de 2006
En Nápoles fueron arrestados esta semana tres jóvenes de 14, 15 y 16 años acusados de violencia sexual sobre una menor. Fueron descubiertos por el vídeo que grabaron de la violación. Lo mismo ocurrió en Torrette, donde un grupo de chicos de entre 14 y 17 años abusaron de una amiga de 13.*
corriere.it Si indaga anche sulle persone che hanno visto le riprese su Internet
Ancona: violenze su una 13enne
Gli abusi effettuati da un gruppo di ragazzi di età compresa tra 14 e 17 anni sarebbero stati filmati con il cellulare e diffusi sul web
ANCONA 18 novembre 2006- Una ragazzina di 13 anni è stata filmata con il videotelefonino da un gruppetto di minorenni di età compresa tra i 14 e i 17 anni; non sarebbe stata stuprata ma avrebbe subito palpeggiamenti e atti simili protrattisi nel tempo. I fatti, su cui indaga la polizia, sono accaduti a Torrette di Ancona, e avrebbero avuto per teatro un parco cittadino, il parco del Gabbiano.
VIDEO - Sulla vicenda, pubblicata oggi su alcuni quotidiani, la Procura per i minorenni di Ancona ha aperto un'inchiesta. Al momento, non sarebbero state adottate misure cautelari a carico dei ragazzini (una decina) coinvolti a vario titolo nelle presunte violenze. Alcuni di essi, infatti, non vi avrebbero preso parte ma solo ricevuto i filmati girati dai loro coetanei: tre-quattro video ora al vaglio della polizia postale, che sta visionando anche dischetti e cd sequestrati nelle abitazioni dei giovani. I reati ipotizzati sono la violenza sessuale singola e di gruppo; la produzione, divulgazione e commercializzazione di materiale pedopornografico.
LE INDAGINI - La vicenda è emersa grazie al riscontro di «elementi oggettivi»: questo il termine usato dagli inquirenti, che non hanno voluto precisare di più. Sembra di capire, però, che si sia arrivati a scoprire gli episodi di abusi sulla tredicenne a seguito della vasta diffusione - almeno tra i ragazzini - del materiale sequestrato, e che qualcuno, presumibilmente un genitore, abbia intercettato un video e sporto quindi immediata denuncia. Delle riprese proibite sembra che fossero in molti a conoscenza. Per la Procura dei minorenni, dunque, si profila una mole di lavoro notevole, perchè sono «molte, molte» le persone da sentire, tra ragazzi, genitori, personale della scuola frequentata dai minorenni (alcuni non ancora quattordicenni), per capire come mai la vicenda sia venuta allo scoperto solo dopo diverso tempo, addirittura qualche mese. E accertare se oltre alla tredicenne vi siano altre vittime del "branco". Diversi, oltre una decina, i ragazzi indagati, nelle cui abitazioni gli agenti della Squadra mobile hanno eseguito delle perquisizioni, ma il numero delle persone coinvolte a vario titolo potrebbe lievitare. Le immagini choc con la ragazzina vittima di violenze sarebbero state scaricate sul computer, dopo le riprese con il telefonino, e ampiamente diffuse tra i minorenni. Una storia dai contorni ancora da definire che si è sviluppata in ambienti assolutamente 'normalì, certamente non degradati. «È la tragica normalita», ha commentato - riferendosi anche ai recenti episodi di Napoli e Ginevra - il procuratore per i minorenni Ugo Pastore, il quale ha escluso tuttavia che vi siano stati, nel caso di Torrette, effetti imitativi. www.corriere.it

lastampa.it ANCONA IMMAGINI CHOC DIFFUSE TRA GLI STUDENTI DI MEDIE E LICEI E FORSE SU INTERNET DOPO MESI DI ABUSI SU UNA RAGAZZINA TERRORIZZATA
Aggredita e filmata dal branco
Molestie sessuali su una tredicenne, 17 ragazzini finiscono sotto accusa

Lucia Mosca 18/11/2006 ANCONA Ancora un videostupro, una violenza di gruppo contro una ragazzina, poco più che una bambina, vittima del branco di ragazzi bene e diventata poi protagonista dei film hard diffusi a scuola e forse anche su Internet. E’ l’ennesimo caso in cui la ferocia e la brutalità si aggravano nella dimensione mediatica per rivivere l’emozione della sopraffazione e del sadismo. Il video del ragazzo picchiato e deriso nella scuola di Torino, il video della tredicenne stuprata da 13 ragazzi a Zurigo e ora quello di una sua coetanea assalita più volte da 17 ragazzi sembrano essere la versione a dimensione teen-agers degli snuff movies, i film in cui si stupra, si tortura e si uccide davvero. La versione scolastica delle foto trofeo dei torturatori nelle carceri di Abu Ghraib.

Testimoni e complici
La tredicenne di Ancona è stata violentata a più riprese nel parco del Gabbiano: in tanti, anche più grandi, anche diciassettenni del liceo, l’hanno spogliata, toccata, frugata, esposta in pose sconce. Appare di schiena, per non farne vedere il viso disperato, per sostenere che era una che ci stava: quatto film hanno fatto il giro delle scuole superiori, passati da un maschio all’altro. «E' la tragica normalità - ha commentato il procuratore per i minorenni di Ancona Ugo Pastore -, purtroppo tra i ragazzi delle scuole è ormai prassi consolidata l'acquisizione di certi filmini. Omessa vigilanza da parte dell'autorità scolastica? Può darsi. Ma il problema coinvolge prima di tutto le famiglie». Il contesto in cui si è scatenato il videostupro non è né di degrado né di difficoltà: tutti i protagonisti appartengono al ceto medio-alto di Ancona, a famiglie insospettabili, alcuni hanno cognomi noti. Ma proprio in questo civilissimo contesto sociale fatto di apparenza si è generata la necessità di un’ostentata sopraffazione. A carico dei ragazzi coinvolti fino a questo momento non è stato emesso alcun provvedimento restrittivo. La Procura per i minorenni ha imposto sulla vicenda il massimo riserbo. Ma nel frattempo sta valutando il materiale sequestrato. Oltre all'accusa di violenza sessuale, i ragazzi coinvolti nella vicenda - quelli che hanno abusato della giovane ma anche quelli che hanno visionato e divulgato il materiale video ricevuto attraverso il telefonino - rischiano l'imputazione per riproduzione e commercializzazione di materiale pedo-pornografico. L'abuso si è protratto nel tempo, per mesi. Si parla di violenze sessuali senza arrivare comunque al rapporto completo. Le aggressioni si sarebbero consumate dopo un passa parola a scuola e nei luoghi di ritrovo, soprattutto i giardini: lei ci sta, si può fare. In realtà lei, la vittima, continuava a subire per paura. Tutto era iniziato con due compagni della scuola media, che lei non aveva fermato subito. Ma quelle che per la tredicenne potevano essere storie sentimentali, per loro, i maschi, sono diventate giustificazione per andare oltre. Ed hanno avuto inizio gli abusi sessuali. Lei, terrorizzata dall'idea di dover raccontare in famiglia la storia, e stordita dalle minacce dei ragazzini, all'inizio ha preferito tacere. Ma poi non ce l’ha fatta.

Il blitz della polizia

Con le lacrime agli occhi ha raccontato ai genitori lo strazio subito e che stava vivendo. Poi è scattato il blitz della polizia. Giovedì sera gli agenti della Squadra Mobile e dello Sco hanno perquisito le abitazioni dei giovani coinvolti. Sono stati sequestrati telefonini, cd, hard disk di personal computer. Ora starà alla polizia postale verificare se i video siano stati o meno scaricati sul Web. Di sicuro le immagini choc della violenza sono state scaricate sul computer, dopo le riprese con il telefonino, e ampiamento diffuse tra i minorenni delle scuole di Ancona. «Certi strumenti tecnologici - sottolinea il procuratore per i monorenni Pastore - non possono finire in mano a ragazzini che non hanno la corretta cognizione dei mezzi di cui dispongono». «I giovani di oggi vivono con approssimazione i rapporti con gli altri - conclude - e di questo è indice anche il linguaggio utilizzato in chat, contratto, compresso. Approssimativo». www.lastampa.it


iltempo.it Il 20% degli adolescenti è stato infastidito da adulti
...
Le violenze e gli abusi sessuali tra minori.
Con il videotelefonino protagonista. Dopo gli episodi fotocopia di Napoli e Zurigo, dove due ragazzine sono state stuprate e riprese con un cellulare da alcuni minorenni, a Torrette di Ancona si ripete quasi identico il rituale: una tredicenne coinvolta in atti sessuali, in più occasioni e in diversi periodi viene filmata da un gruppo di ragazzi dai 13 ai 17 anni. Dalla violenza sessuale al bullismo il passo è breve: a interpretarlo, questa volta, sono state sei ragazzine tra i 13 e i 16 anni che hanno aggredito a calci e pugni alcune coetanee al Luna : indaga la Squadra Mobile di Perugia. Intanto si allarga l’inchiesta sul video-scandalo girato alla scuola «Steiner» di Torino dove un ragazzo disabile è stato picchiato e deriso da un gruppo di studenti: gli indagati erano quattro (accusati di violenza privata), ma da ieri anche l’insegnante che li aveva lasciati da soli in aula è stata iscritta nel registro degli indagati per concorso nello stesso reato. Dell’escalation di violenze abbiamo parlato col prof. Vincenzo Mastronardi, direttore della Cattedra di Psicopatologia Forense della I Facoltà di Medicina de «La Sapienza». Un’autorità nel campo e «fresco di studi» grazie alla prestigiosa docenza presso l’Università di Polizia Federale, a Buneos Aires. «È lì - ha spiegato Mastronardi - che abbiamo fatto confluire i più importanti studi svolti nella principali università del mondo. La relazione tra abuso sessuale, tentativi di suicidio, purtroppo spesso riusciti, è posta in relazione nell’80 per cento dei casi susseguenti a violenza sessuale. Il dato allarmante è che l"elaborazione del trauma" può durare anche decine d’anni, portando al suicidio persino ultraquarantenni». Ma qual è la chiave di lettura di tali atteggiamenti? «Risiedono - ha spiegato il noto psichiatra e criminologo - nella necessità di protagonismo, nella ricerca maniacale di "sensation risk": una caccia alle emozioni forti agevolata da famiglie non più in grado di porre paletti, freni inibitori e modelli legati a valori di riferimento». Qual è l’obiettivo di questi ragazzi? «Quello, attraverso il meccanismo del gruppo, di conquistare parametri di pseudo-autostima per mantenere in vita i propri sistemi di sicurezza. Non ha importanza che la sensazione sia effimera e deviata perché per loro in quel momento la vittima non è un essere umano, ma un oggetto del quale servirsi in maniera tronfia». iltempo.it


* Juan Lara, desde Roma parawww.lavozdegalicia.es

Bandera Blanca

Original SP Blog Translate Blog F Traduire Blog JAPAN IT Tradurre Blog D Übersetzen Sie Blog

Acerca de ...
Ver perfil público del propietario del blog
«Mis ojos seguirán», Jokin CL
Ƞ 21-S-2004, Hondarribia
Buscador
Nube de tags

Calendario


AYÚDAme · SOS · »Despliega el menú y haz clic

Categorias


Puntos Rojos
colegio/instituto
compromiso activo (… ±)


Archivo
Sindicacion
Feed, RSS, Ranking, (… ±)


Enfoques

Logo de apoyo a Jokin y los 'otros Jokin',  víctimas del bullying · Nik'J · Yo, Jokin